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Sezione Lavoro > Sleddog - Dogtrekking > Traversata delle Sei Miglia dog-trekking

Traversata delle Sei Miglia dog-trekking

Published by Andrea Lucchesi on 2/10/2008 (3029 reads)
TRAVERSATA APPENNINICA DELLE SEI MIGLIA IN DOG TREKKING


26 - 27 APRILE 2008



Saliamo in macchina, i chilometri per rientrare saranno lunghi, accendiamo la radio, con il cd dei canti indiani e dopo non più di un minuto la nostalgia ci assale. Nostalgia per gli amici appena lasciati, …nostalgia per l’esperienza meravigliosa appena vissuta …e si pensa: “Ok, quando la prossima?”

Il 26 e 27 Aprile si è svolta la prima edizione della “traversata appenninica”, ottimamente organizzata dal WAMDI ISTA TEAM. Avventura in dog trekking tra il meraviglioso territorio delle Sei Miglia, in Versiglia.

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Il SERAM si è affiancato con entusiasmo al WAMDI ISTA TEAM, organizzando la prova per la certificazione di lavoro “WORK PACK DOG”. Il certificato è emesso dall’AMCA (Alaskan Malamute Club of America), che lo rilascia ai malamute che superano delle prove eseguite secondo un regolamento ben preciso, con controlli effettuati da enti ufficiali preposti.

Il cane deve trasportare giornalmente un peso iniziale che equivalga al 30% del suo peso corporeo. Durante il tragitto è ammessa la diminuzione del peso trasportato unicamente per le quantità utilizzate normalmente dal cane stesso (acqua e cibo).

Il tragitto deve essere portato a termine su piste naturali (sterrati), con due opzioni possibili:

· La prima che il cane trasporti le sacche per trenta miglia totali (circa 48 km) con un campo notturno. Ogni sezione quotidiana deve essere minima di 10 miglia (circa 16 km), e in occasione del campo notturno questa distanza può essere divisa nei due giorni, prima e dopo il campo.

· La seconda è che il cane percorra 40 miglia (circa 64 km), con un minimo di 10 miglia a sessione.

L’eventuale incremento altimetrico affrontato dal cane durante il percorso, è conteggiato nel seguente modo:

· Ogni 1000 piedi di dislivello (circa 300 metri) equivalgono a un miglio percorso in piano.

Le sacche devono essere utilizzate per un minimo di due sessioni. Un testimone imparziale, addetto ufficialmente ai controlli, deve firmare il modulo per ufficializzare l’avvenuta prova. Tutta la documentazione sarà inviata alla commissione americana per l’omologazione, che dopo le opportune verifiche emetterà i certificati.

Sabato 26 a Montemagno dove gli abitanti ci hanno accolto e offerto la colazione, ci aspettava anche Alvaro Bonuccelli, oparatore di “Noi Orizzonti Tv” che ci ha seguito durante tutta la traversata. Ci ha immortalato in un filmato di almeno 3 ore che va in onda su internet.

La giornata si prospettava calda, dopo aver ottemperato alla compilazione di tutti i moduli per il WPD, con l’ausilio del Dott. Rossi responsabile CONI, siamo partiti.

I nostri malamute hanno subito dimostrato di che pasta sono fatti, carichi, seppur accaldati, ci hanno aiutato ad affrontare il primo tratto di percorso, in forte pendenza. Preso il ritmo ci hanno fatto guadagnare mezz’ora sulla tabella di marcia.

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A Gombitelli abbiamo pranzato, ottimi salumi, formaggi e del buon vino …con la pancia piena siamo ripartiti, passando da Migliano, Orbicciano e finalmente al campo base di Gavine.

Le tende erano pronte, la sala per la cena anche, …mentre noi siamo stramazzati i nostri amici, erano ancora pimpanti e pieni di energie, con tanta voglia di continuare a giocare.

Prima di cena, davanti a delle gustose torte salate preparate da una pasticceria locale, ci siamo ritrovati per raccontarci i piccoli scorci di avventure personali. Pendenze e tortuosità del percorso affrontato. Le scorribande dei nostri cani eterni cuccioli e pagliacci impareggiabili, i loro giochi e le nuotate in apposite vasche predisposte. Stanchi, ma soddisfatti e felici.

Dopo cena il gruppo folkloristico indiano ABYAYALA CAUSAY, ci ha offerto uno spettacolo di canti tradizionali indiani. Incantati da quelle musiche senza tempo abbiamo ballato e riso con loro.


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I più temerari sono rimasti in tenda al campo base, svegliandosi più freschi di chi aveva pernottato in albergo. Il livello di adrenalina, probabilmente, era rimasto elevato anche durante quelle rigeneranti ore di riposo.

Al mattino si è ripartiti, dopo una buona colazione offerta dagli abitanti del paese. La bellezza dei nostri cani li ha così affascinati, che ci hanno sommerso di domande, aiutandoci nell’organizzazione logistica dei trasporti e accompagnandoci per parcheggiare le macchine vicino all’arrivo.

Il primo tratto è stato duro, con forti pendenze in discesa, impervio e assolutamente scivoloso. Dopo qualche salita davanti a noi si spalanca uno spettacolo impareggiabile con mare, monti e qualche rocca. Il percorso poi si spiana, permettendoci di assaporare l’aria frizzante delle colline fitte di vegetazione. Arrivati Valpromaro, ripartiamo in direzione di Fibilla e, finalmente a Gualdo, dove ci aspettano tutti per una grande festa, con una succulenta zuppa di pesce. Poi le premiazioni, la commozione di tutti i partecipanti, la soddisfazione di aver portato a termine un’impresa impegnativa che non tutti erano convinti di riuscire ad affrontare.

L’amicizia, la collaborazione, la complicità e soprattutto la forza dei nostri fedeli amici, ci ha permesso di affrontare più di 30 chilometri in montagna tra salite e discese, tra risate e chiacchiere. Un’esperienza che ci ha permesso di rafforzare legami nati durante il Malamute Day per programmare un futuro intenso, perché queste manifestazioni …fanno bene a noi e fanno bene alla cinofilia.



Sara Digiuni


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