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Sezione Lavoro > Sleddog - Dogtrekking > IDITAROD the last great race

IDITAROD the last great race

Published by Andrea Lucchesi on 2/10/2008 (2135 reads)
IDITAROD: "THE LAST GREAT RACE"

Non può essere paragonato con nessun altro evento sportivo al mondo. Una dura corsa di 1049 miglia (1690 km circa), nel più affascinante territorio che Madre Natura può offrire. Attraverso le frastagliate catene montuose, fiumi gelati, dense foreste, tundra desolata e miglia di costa battuta dai venti. Temperature di molto sotto lo zero, venti terribili che causano la perdita di visibilità, lunghe ore nell'oscurità artica, lastre di ghiaccio che scricchiolano e gemono con la consapevolezza che possono frantumarsi da un momento all'altro, infide e ripide scalate.... questa è l'IDITAROD!

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Una Corsa STRAORDINARIA, una corsa possibile soltanto in Alaska.
Da Anchorage, nell'Alaska centro-meridionale, a Nome sulla costa occidentale di Bering, ogni team da 12 a 18 cani ed i loro musher coprono una distanza di 1049 miglia in due/tre settimane.

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Molte persone chiedono, "cosa si intende per Iditarod"? Gli Athabascan, nativi dell'Alaska, chiamarono il loro territorio di caccia, nell'entroterra dell'Alaska, Haiditarod: "il luogo distante". Più tardi, quando fu scoperto l'oro nella stessa area, i minatori trovarono il villaggio dei cacciatori nativi e Haiditarod in inglese divenne Iditarod. Nel 1910 l'Alaska Roads Commission tracciò una pista, attraverso l'Iditarod, che andava da Nome fino a Seward, il grande porto marittimo nel centro-sud dell'Alaska. Originalmente chiamata Seward Trail, divenne più tardi nota come Iditarod Trail.

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Le origini dell'Iditarod sono legate ad una vicenda accaduta nel gennaio 1925, quando la città di Nome fu colpita da un'epidemia di difterite. La difterite colpì soprattutto i bambini ed i nativi che non avevano la resistenza immunitaria a questa malattia a loro sconosciuta. In pochi giorni morirono bambini e nativi, la città di Nome era disperata e non aveva scorte sufficienti di antitossina e dovette chiedere aiuto immediato.
A quei tempi, nel terribile e buio inverno artico, non esistevano mezzi di locomozione che potevano raggiungere Nome in breve tempo, la città più vicina fornita di antitossina era Anchorage, ma il treno arrivava solo fino alla città di Nenana, a 674 miglia (1085 km circa) da Nome.
L'unico modo di trasportare l'antitossina era con squadre di cani. Da Nenana furono organizzate rapidamente squadre di ricambio di musher e di cani per trasportare l'antitossina fino a Nome. Ogni musher percorse velocemente e senza sosta il tragitto che portava fino al villaggio successivo per passare il pacco con l'antitossina ad un altro musher, così fino a Nome, attraverso l'Iditarod Trail. Ben venti musher parteciparono alla grande corsa chiamata "la grande corsa della misericordia". Attraverso gli sforzi di quegli eroici musher, l'antitossina arrivò a Nome in cinque giorni e sette ore dopo aver lasciato Nenana. La città fu salvata (vedi storia della razza).
Da quegli eventi del 1925, l'Iditarod fu percorsa ogni anno per commemorare quel famoso evento storico ed è divenuta un evento sportivo.
Oggi, i musher dell'Iditarod affrontano lo stesso percorso selvatico intriso di pericoli come quei primi eroi. Nonostante il duro lavoro, gli sforzi fisici ed emotivi e le minacce ambientali, i musher amano la corsa per l'avventura, la solitudine del selvaggio territorio e, soprattutto, il contatto coi loro cani.

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L'Iditarod è stata chiamata "The Last Great Race on Earth" (l'Ultima Grande Corsa sulla Terra) ed ha suscitato entusiasmo ed interesse in tutto il mondo. Equipe cinematografiche tedesche, spagnole, inglesi, giapponesi e americane hanno ripreso questo evento. Come anche giornalisti di ogni tipo e di ogni parte del mondo si radunano ad Anchorage e a Nome per documentare la generale eccitazione. Non è soltanto una gara di sleddog... è una corsa nella quale competono uomini unici e donne uniche. Musher di ogni tipo... pescatori, avvocati, dottori, minatori, artisti, ecc. Uomini e donne ognuno con la propria storia, ognuno con le proprie ragioni per affrontare questa sfida con la natura. È una corsa organizzata e gestita soprattutto da volontari... migliaia di volontari... uomini e donne, studenti e residenti. Attrezzano la sede centrale ad Anchorage, Eagle River, Fairbanks, Juneau, Nome e Wasilla. Procurano il cibo per i cani e si occupano delle provviste. Si comportano come coordinatori, veterinari e sostenitori familiari per ogni musher. Durante la gara è anche possibile vedere il traguardo grazie ad una web-cam che trasmette immagini aggiornate ogni minuto. La "nomecam" è puntata proprio alla fine, nel punto al cuale tutti vorrebbero arrivare vincitori, ma solo uno sarà a tagliare il traguardo per primo...uno solo.

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Questo evento ha avuto una tale forza che oggi lo sleddog è praticato in molti paesi del mondo. Sulla neve nelle regioni settentrionali e su sterrato nelle regioni meridionali dove non c'è la presenza di neve.
In Italia è uno sport praticato da poche persone ma che sta prendendo piede sempre più. Per coloro che volessero avvicinarsi a questo affascinante sport consigliamo di visitare i seguenti siti, chissà se non diventerete futuri musher!
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