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Sezione Lavoro > Agility - Pet Terapy > Pet Terapy > Pet Therapy con Rossella Fabbo

Pet Therapy con Rossella Fabbo

Published by Andrea Lucchesi on 27/9/2008 (2048 reads)
PET THERAPY con Rossella Fabbo
Parlaci della Pet Therapy e delle tue esperienze personali.

Negli anni '50 - '60 Boris Levinson, neuro psichiatra infantile, coniò il termine Pet Therapy dopo aver scoperto, tramite il suo cane di nome Jingle, il grande potenziale terapeutico che può avere un animale su di un bambino autistico.

Nel corso del tempo l'interesse per le terapie assistite con l'ausilio degli animali ha avuto un notevole sviluppo ed è stata riconosciuta come terapia ufficiale; poiché questa, affiancata alle terapie mediche, ha dato prova di un concreto miglioramento dello stato di salute psico-fisico del paziente. Un alto potenziale terapeutico insito nel rapporto biunivoco uomo-animale acquista sempre più importanza e viene accettato anche in alcune strutture ospedaliere. Da qualche anno anche in Italia la Pet Therapy prende sempre più piede, soprattutto in strutture ben attrezzate all'accoglienza degli animali, ormai accettata anche dalle istituzioni la Pet Therapy sta dando grandi benefici. Molto meno praticata nelle strutture dell'Italia meridionale.

Il termine "Pet Therapy" indica una serie complessa di utilizzi del rapporto uomo-animale in campo medico e psicologico. Occorre distinguere tra:

Attività svolte con l'ausilio di animali
L'obiettivo primario è di migliorare la qualità della vita di alcune categorie di persone (anziani, ciechi, malati terminali, ecc.).

Terapie effettuate con l'ausilio di animali
Si tratta di una attività terapeutica vera e propria finalizzata a migliorare le condizioni di salute di un paziente mediante specifici obiettivi. È una terapia di supporto che integra, rafforza e coadiuva le terapie normalmente effettuate per il tipo di patologia considerato.
Può essere impiegata, con pazienti affetti da varie patologie, con questi obiettivi:
- cognitivi
- comportamentali
- psico-sociali
Si tratta di co-terapie dolci, che si rivelano efficaci, anche laddove le terapie tradizionali non riescono, grazie soprattutto alla presenza dell'animale.

La Pet Therapy è di supporto nei bambini con particolari problemi, negli anziani, in alcune categorie di malati e di disabili fisici e psichici, il contatto con un animale può aiutare a soddisfare certi bisogni (affetto, sicurezza, relazioni interpersonali) e recuperare alcune abilità che queste persone possono avere perduto; il raggiungimento di funzioni fisiche, sociali, emotive e/o cognitive.
La Pet Therapy può svolgere funzione di ammortizzatore in particolari condizioni di stress e di conflittualità e può rappresentare un valido aiuto per pazienti con problemi di comportamento sociale e di comunicazione, specie se bambini, anziani e anche tossico dipendenti, ma anche per chi soffre di alcune forme di disabilità e di ritardo mentale e per pazienti psichiatrici.
Ipertesi e cardiopatici possono trarre vantaggio dalla vicinanza di un animale: è stato, infatti, dimostrato che accarezzare un animale, oltre ad aumentare la coscienza della propria corporalità, interviene anche nella riduzione della pressione arteriosa e contribuisce a regolare la frequenza cardiaca.

Nel campo delle Terapie Assistite dagli Animali la Pet Therapy propone co-terapie dolci da affiancare alle terapie mediche tradizionali ed è diretta a pazienti colpiti da disturbi dell’apprendimento, dell’attenzione, disturbi psicomotori, nevrosi ansiose e depressive, sindrome di Down, sindrome di West, autismo, demenze senili di vario genere e grado, patologie psicotiche, ma anche a quanti necessitano di riabilitazione motoria come chi è affetto da sclerosi multipla o reduce da lunghi periodi di coma.

Inoltre il cane può prevedere l'insorgere di un attacco epilettico, di un coma ipoglicemico, di una sincope, di una crisi schizofrenica e, notizia di questi giorni, anche di riconoscere i tumori perché capaci di fiutare il cancro alla vescica nelle urine dei pazienti. Questo ci induce a pensare che la Pet Therapy è un mondo ancora da scoprire e da sperimentare.

I requisiti fondamentali di un animale che viene impiegato nella terapia sono l'equilibrio psichico, la buona forma fisica ed il perfetto stato di salute. Ecco che l'animale domestico diventa un abile terapeuta.

La Pet Therapy è un vero e proprio lavoro di equipe dove ogni componente ha un ruolo ben definito;

Medico e/o psicologo
È loro compito, avvalendosi naturalmente della consulenza degli altri professionisti, valutare e indicare le modalità secondo cui impiegare gli animali. Qualora i pazienti presentino handicap fisici, è necessario anche il supporto del terapista della riabilitazione.

Veterinario specialista del settore
Deve, innanzitutto, selezionare l'animale più adatto al tipo di terapia da attuare, poi sorvegliarne in modo costante ed accurato lo stato di salute non solo fisico ma anche psicologico con controlli periodici. Infine, il veterinario deve verificare nel corso del tempo come il co-terapeuta sopporti il lavoro intrapreso. In ogni caso, gli animali che manifestino sintomi di malattia o segni di malessere vengono esclusi dal programma di Pet Therapy avviato.

Etologo
Il veterinario è affiancato da un etologo che contribuisce nella scelta dell'animale in base ad un'analisi accurata delle caratteristiche attitudinali e comportamentali. Successivamente, si occupa di istruire i pazienti, i loro familiari e gli altri operatori, in merito al comportamento degli animali utilizzati, al tipo di intervento che sono in grado di effettuare e, soprattutto, a quale mole di lavoro possono sostenere. L'etologo, inoltre, fornisce criteri per valutare e salvaguardare il benessere dell'animale "lavoratore".

Conduttore Pet Partners
Solitamente il conduttore è anche l'addestratore del co-terapeuta. L'addestramento finalizzato alla cura e al raggiungimento di risultati precisi è di cruciale importanza; l'animale deve interagire con il paziente per creare il rapporto co-terapeuta e paziente. In particolare la fase dell'addestramento è importante qualora l'animale assista pazienti con particolari handicap fisici.

Altre figure importanti:
Assistenti sociali, pedagogisti, infermieri, fisioterapisti, insegnanti, ecc.

Importante è che queste suddette figure lavorino in perfetta sinergia allo scopo di migliorare la qualità di vita a chi è costretto a modificarla indipendentemente dalla propria volontà. Perciò è importante sottolineare che la Pet Therapy è una terapia di supporto, non sostitutiva, a quella farmacologica e medica.

La mia esperienza in questo campo è stata in certi aspetti molto positiva, in altri negativa; come già detto, in meridione la Pet Therapy è ancora molto poco diffusa, vuoi per disinformazione, per il disinteresse ed il mancato sostegno da parte delle istituzioni locali, la diffidenza ed i pregiudizi da parte degli utenti; quest'insieme di problematiche rende il mio lavoro di conduttrice-pet una vera e propria battaglia giornaliera in un meridione che non riesce ad adeguarsi alle realtà positive della Pet Therapy.

Ovviamente però non posso tralasciare l'aspetto positivo che mi ha coinvolta in questo che più di chiamarlo mestiere è una passione; la simbiosi che si viene a creare tra uomo-bambino e animale, lo scambio di positività e l'amore incondizionato da parte dei nostri amici animali, i risultati terapeutici che spesso sono di notevole entità e, soprattutto, vedere affiorare un sorriso in un viso reso inespressivo dalla sofferenza fisica e psichica grazie al supporto dei miei "pet"... questa è l'EMOZIONE e la GIOIA più grande che abbia mai provato!!!

Io non ho mai lavorato con Alaskan Malamute per il semplice fatto che, per i pregiudizi di cui sopra, le persone diffidano dei cani di grossa taglia... soprattutto con aspetto da "lupo" di questa razza. Mi sono trovata meglio con piccoli animali domestici come i coniglietti o cani di piccola taglia che sono maggiormente ben visti, soprattutto, dai parenti dei pazienti. Ma i miei colleghi americani li hanno ampiamente utilizzati con eccellenti risultati per merito del carattere dolce ed equilibrato di questa razza. E su questo specifico punto faccio un appello agli allevatori: "la selezione deve essere basata primariamente sul temperamento e la salute dell'animale", questa è la parte più importante in assoluto della selezione ed è una cosa che mi sta particolarmente a cuore dire poiché, spesso, mi è capitato di vedere allevamenti che basano la selezione solo ed esclusivamente sulla "bellezza" dell'animale, perdendo così le caratteristiche comportamentali e la salute stessa dell'animale. Infine c'è da dire che l'allevatore ha un compito fondamentale oltre a quello della selezione; l'allevatore deve informare e sensibilizzare sui vari aspetti benefici che un animale può dare ad un bambino, un anziano o un portatore di handicap e, possibilmente, collaborare con i professionisti della Pet Therapy per un migliore e proficuo "utilizzo" degli animali da compagnia... un animale può migliorare la vita dell'uomo... ma ricordiamoci che anche l'uomo può migliorare la vita dell'animale.



Rossella Fabbo
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