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Articoli ed interviste > Giudice Maria Grazia Miglietta

Giudice Maria Grazia Miglietta

Published by Andrea Lucchesi on 27/9/2008 (3400 reads)
INTERVISTA CON MARIA GRAZIA MIGLIETTA

Quali sono le motivazioni che l'hanno indotta ad intraprendere la carriera di giudice?
Dopo aver Allevato, studiato ed esposto i miei Siberian Husky ho pensato di intraprendere la carriera da giudice per fare nel mio piccolo qualcosa per la razza.

Da quanti anni giudica l'Alaskan Malamute?
Ho preso l'abilitazione per gli Alaskan Malamute nel 2002.

L'Alaskan Malamute, al contrario di suo "cugino" Husky, fortunatamente è sfuggito al famoso "boom" degli anni '90. Lei pensa che questo abbia favorito la buona selezione di questa razza? I risultati degli Alaskan Malamute italiani all'estero dovrebbero confermarlo, eppure ci sono persone che pensano che la qualità dei nostri cani è diminuita negli ultimi anni. Qual è la sua opinione?
Quando una razza subisce un "boom", la domanda ovviamente aumenta e quindi l'offerta si organizza, per questo nascono allevamenti come funghi, con accoppiamenti non controllati, ma fatti solamente per avere la quantità e non la qualità, ma fortunatamente al Boom segue sempre il calo, ed oggi il Siberian Husky, grazie all'ottimo lavoro svolto dagli allevatori si è mantenuto sempre ad Eccellenti livelli. Inevitabilmente, come in tutte le cose, vi sono dei periodi in cui la qualità dei cani non è come dire "Eccezionale", questo potrebbe anche dipendere dal fatto che ormai gli allevatori lavorano con linee troppo chiuse, le quali, la genetica ci insegna, esaltano i pregi, ma rafforzano anche i difetti. Tutto sommato credo che l'Alaskan Malamute in Italia sia allevato in maniera degna, abbiamo forse i migliori cani d'Europa, ed i successi all'estero lo dimostrano. Sicuramente la Razza si è preservata anche grazie al fatto che essa non è troppo Popolare, ma non è solo quello, la Razza si è mantenuta ad Eccellenti livelli soprattutto grazie agli allevatori, che hanno e stanno lavorando bene. Il Consiglio che posso dare è solo quello di essere un pochino più umili, mi riferisco in particolare all'uso o al concedere gli stalloni, troppo spesso gli allevatori rimangono sulle loro posizioni, magari non pensando che: "l'erba del vicino qualche volta può essere più verde". Il successo di una razza e di un allevatore è anche questo, il miglior giudice di un cane è il proprietario, però quando egli lo guarda con occhio critico!

Nel momento del giudizio cosa cerca in un Alaskan Malamute e come è costruito il suo cane ideale?
Sopra ogni cosa cerco il movimento, l'Alaskan Malamute deve, a mio avviso dare l'impressione che stacchi il terreno da terra. Poi cerco la tonicità, l'Alaskan Malamute è un'atleta e non deve dare nessun segno di perdita di tono, per me essa viene sicuramente prima della taglia (tant'è che lo standard dice espressamente che la taglia non deve mai essere anteposta alle caratteristiche di tipo) e la tonicità è per me una caratteristica fondamentale di tipo, la solidità, la sostanza (che per me non è la taglia), la linea dorsale deve essere solidissima, per non dispendere energia nella trasmissione dell'impulso al movimento ed ultimo ma non per importanza viene la spinta del posteriore che deve essere eccezionale, proprio per il tipo di lavoro che il Malamute deve svolgere (i carichi pesanti). L'Alaskan Malamute è una macchina da movimento e solo ed esclusivamente se tutte le sue regioni sono corrette avrà un movimento eccezionale e che esprime potenza.

Come giustamente lei dice, il movimento per l'Alaskan Malamute è molto importante. A questo proposito sorge una domanda spontanea: considerando i ring completamente inadeguati che spesso troviamo alle esposizioni, come si fa ad esprimere una valutazione obiettiva sul movimento?
Questo è un grossissimo problema che riscontro spesso quando giudico, il giudice purtroppo deve giudicare quello che vede al momento e come in tutti i cani da traino non sempre il soggetto che si stà valutando si esprime in 10 mt., però, in tutte le cose c'è un però, se un cane è costruito bene, automaticamente muove bene. Per quanto mi riguarda, uso sempre la stessa tecnica di giudizio in movimento, guardo il movimento in laterale, per valutare il Single track e poi faccio fare un triangolo (avanti, laterale e indietro) proprio per cercare di carpire al meglio la funzionalità del cane che stò giudicando.

Nella nostra razza capitano spesso soggetti con alcune "colpe": code portate troppo strette o troppo larghe, mancanza di P1, chiusure a tenaglia, occhi chiari. Nel nostro standard queste "colpe" non sono considerate importanti, in alcuni casi non sono neanche menzionate. Molti giudici, non specialisti di razza, gli danno molto peso, probabilmente perché in altre razze sono considerati difetti gravi. Qual è la sua opinione in merito?
Quando si giudica si deve avere in mente solo una cosa "Lo standard" della razza che si stà giudicando, esistono però dei difetti che sono assoluti in tutte le razze. Per quanto mi riguarda, a parità di cane, anche se non sono "difetti gravissimi" preferisco per esempio un cane con la chiusura corretta e non a tenaglia, ma stiamo parlando di cani pari, certo è che se lo standard non mi dice espressamente che la Tenaglia è da penalizzare, fra un cane che ha un movimento, una tonicità, tipo, sostanza e solidità eccellenti ma con la chiusura a tenaglia ed uno che ha dei problemi seri di costruzione e quindi anche di movimento, preferisco quello con la chiusura a tenaglia. Ma siccome il giudice deve valutare il lavoro dell'allevatore, sicuramente segnalerei nella mia relazione la chiusura a tenaglia, proprio per aiutare l'allevatore a capire che forse quel soggetto sarebbe meglio non utilizzarlo in riproduzione.


Quali sono i difetti che lei considera gravi?
Mancanza di Tonicità, sovrappeso, linea inferiore o superiore non corretta, mancanza di spinta del posteriore, movimento non corretto e funzionale.

Quanto influisce nei suoi giudizi un'ottima presentazione dei cani?
Un cane presentato correttamente è sicuramente più facile da giudicare, un cane che non si presenta non mi consente di esprimere un giudizio "reale", non ho cioè la possibilità di valutare il cane con le sue reali potenzialità.


I nostri amati cani nordici hanno il problema che spesso non sono in eccelse condizioni di pelo, questo influisce nel suo giudizio?
Assolutamente non influisce, molto spesso lo show supera la reale validità del giudizio, il giudice è chiamato ad una valutazione cinotecnica e quindi le condizioni del pelo non devono influire nello stesso.

La tolettatura è sempre stato un argomento di polemica, ci sono alcuni giudici che non la vogliono assolutamente, altri la tollerano ed altri ancora la preferiscono. Alcuni dicono che con la tolettatura si possono nascondere dei difetti strutturali. Lei pensa che sia possibile? E comunque lei preferisce una presentazione naturale oppure le piace vedere nel ring cani dall'aspetto più ordinato?
Assolutamente in una razza che si esprime in movimento, nessun problema strutturale può essere nascosto dalla toelettatura. Nessun handler potrà nascondere un difetto strutturale, può nasconderlo da piazzato, ma come il cane inizia a muovere, tutti i suoi difetti vengono fuori sicuramente.

Quale importanza assume il ruolo dell'handler o dell'allevatore di professione nella presentazione dei cani?
Gli handler sono dei professionisti che aiutano le persone che non hanno "l'attitudine" a presentare i propri cani in esposizione, ma non sono sicuramente sinonimo di qualità. L'allevatore di professione è invece per me uguale al proprietario che presenta il suo cane. Il Giudice non premia l'allevatore di professione, premia il cane che a suo avviso in quel determinato ring è il migliore, anche sbagliando magari, ma deve essere comunque al di fuori di ogni possibilità che gli si possa attribuire della malafede. Nel momento in cui l'allevatore professionista o l'handler presenta un cane che ad avviso del giudice è il Migliore, senza dubbio lo fà vincere.

L'Alaskan Malamute, come tutti i cani nordici, è un cane da lavoro. Molti sono convinti che i cani nordici dovrebbero affrontare la prova di lavoro come accade in molte altre razze, che la mancata prova di lavoro sta creando due razze distinte poiché un Malamute da show è differente da un Malamute da lavoro. Lei è d'accordo con questa tesi? Sarebbe possibile nel nostro paese affrontare una prova di traino? E cosa comporterebbe?
Lo stesso problema si pone nei Siberian Husky. Purtroppo la prova di lavoro è secondo me in questo momento un'utopia, certo è che la dicotomia c'è ed è evidente, credo che la Società specializzata dovrebbe assolutamente affrontare il discorso e provare anche in via del tutto sperimentale a sensibilizzare i proprietari di un cane da traino a provarlo e a testarlo, magari organizzando degli incontri atti proprio a questo.

L'Alaskan Malamute è un cane americano, in America il campionato come tutti sanno è a punteggio (più o meno come la nostra giovane promessa Enci). Molti espositori vorrebbero che anche in Italia il campionato fosse a punteggio, altri invece sono convinti che un campionato più difficile serve ad avere una maggiore qualità. Lei cosa ne pensa?
Credo che sia giusto dare la possibilità anche al cane che arriva "eterno Secondo" di avere il titolo di Campione, per questo darei molto più valore alla Riserva di CAC, che potrebbe per esempio valere la metà del CAC.


Un caloroso ringraziamento da parte del Se.Ra.M. alla sig.ra Miglietta per la sua disponibilità.
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