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Sezione Lavoro > SE.R.A.M. Working Days > IV TAPPA SERAM WORKING DAY 2012 - Reportage

IV TAPPA SERAM WORKING DAY 2012 - Reportage

Published by Antonio Battuello on 13/10/2012 (1677 reads)

IV TAPPA SERAM WORKING DAY 2012

Dog-Trekking sull'Etna

06 e 07 ottobre 2012

Piano Vetore (CT)



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Non vogliamo aggiungere altro a quanto di seguito scritto da Andrea Marchese a cui va il nostro più caloroso ringraziamento



Se.R.A.M. WORKING DAY SULL'ETNA: EMOZIONI!.


Dai Roberta sono le 8.30, è già tardi e dobbiamo ancora andare a far preparare i panini per il pranzo.
Luna sali in macchina!
Eh si, un altro sogno si avvera.
Avere un cane è stato da sempre un desiderio enorme e finalmente a Febbraio grazie al “si” di mia moglie Roberta decidiamo di continuare la nostra vita insieme a Luna, una splendida femminuccia di alaskan malamute che prendiamo dall’allevamento starring maat alaskan malamute di Fabrizio ed Elvira. La nostra principessa è figlia di Aika e di Eto’o, il malamute che insieme a Pepita un paio di anni fa mi ha tirato con la slitta sulla neve di Piano Vetore facendomi sentire un vero musher.
Da allora è nato l’amore per questa razza che ha un po’ del cane e un po’ del lupo.
Intelligenti, affascinanti, misteriosi, belli, fieri, forti, resistenti.
Sentivo parlare Fabrizio di meeting e passeggiate sui sentieri dell’Etna vivendo delle giornate immerse nella natura insieme ai propri amici di vita ed ho immaginato e sperato di poterlo fare anch’io un giorno ma ero consapevole del fatto che sarebbe stato difficile perché non avevo ancora un cane e in carrozzina sarebbe comunque stato impossibile percorrere i sentieri lavici.
Subito dopo quell’esperienza sulla neve ci venne però l’idea di realizzare una slitta da strada e così fu, infatti, io e Fabrizio acquistammo due mountain bike che poi il geniale Roberto Bonnici saldò parallelamente posizionandoci al centro una mia vecchia carrozzina, nacque così l’eco-quad, come lo battezzò Roberta.
Arriva così questo giorno di dog-trekking e come se niente fosse, come una cosa che ho sempre fatto carico in macchina questo meraviglioso mezzo autocostruito per andare con le mie due donne a percorrere le lingue di lava che credevo non sarei mai riuscito nemmeno a vedere se non in foto.
I panini sono pronti e il profumo di prosciutto attira subito l’attenzione di Luna che a quasi 10 mesi e quasi 30 chili mi salta addosso per raggiungere la busta che preventivamente Roberta aveva chiuso con un bel nodo.
Superiamo la rotonda con la fontana vicino la pista di pattinaggio sul ghiaccio di Nicolosi e via verso il rifugio Ariel al ritmo di cronoscalata. Tornanti, lunghi rettilinei in salita, paesaggi mozzafiato ed ecco che intravediamo il carrello di Fabrizio subito davanti a noi con altre macchine a seguito venute da Palermo, da Agrigento, Bari e dalla Calabria.
Arriviamo al rifugio ed intravedo subito la sagoma di Sergio Mangiameli, vecchio amico che ha avuto l’idea di farmi fare quel famoso giro da musher sulla neve.
Ci salutiamo, ci abbracciamo mentre tutti i cani scalpitano impazienti di portare i loro compagni umani a passeggio.
La macchina del corpo forestale ci scorterà per tutto il tragitto con due forestali che subito disponibili mi aiutano a salire sulla slitta da terra che mi porterà al rifugio della Galvarina a circa 1700 s.l.m.
Fabrizio imbraga Eto’o e Pepita, li attaca all’occhiello dell’eco-quad e subito sento la potenza dei loro muscoli, partono gestiti da Fabrizio ma è così tanta la loro voglia di correre che tirando mi fanno capire che non si scherza e non bisogna sottovalutare la situazione.
Aspettiamo che il gruppo si compatti e via partiamo in testa con accanto la mia Roberta e la mia Luna che in simbiosi cercano di tenere il nostro passo.
Le foto di rito davanti all’entrata del sentiero, a cui si può accedere solo a piedi o in bici, e via verso l’infinito e oltre…
Vento fresco in faccia, profumo di pini, passi sicuri dei malamute e vista incantevole.
L’eco-quad è rigido, stabile, la posizione è abbastanza comoda, forse un po’ troppo caricata sui polsi, tipo moto da strada, solo che qui non ci sono i cavalli motore a spingere ma due splendidi esemplari che regalano emozioni forse anche più forti dei 100 cavalli e più di una moto.
La prima parte del percorso è tutta asfaltata per poi diventare vera e propria terra vulcanica mista tra sabbia e pietre, schiuma lavica e terra, ginestre, pini selvatici, paesaggi nordici che non tutti i catanesi conoscono eppure hanno a portata di mano. Viaggiare è lo scopo della mia vita e credo dell’uomo in generale e non sempre viaggiare significa andare lontano.
Fabrizio sta davanti, Luna al mio fianco insieme a Roberta che nelle salite più ripide da una mano ai due “tiratori” spingendomi.
Dopo circa 4 ore di lungo e faticoso cammino arriviamo al rifugio, ne è valsa la pena perché il silenzio di questa parte di Etna, i profumi, l’aria magica hanno creato un’atmosfera surreale, sembrava di essere dentro ad una cartolina o dentro ad un documentario.
Mangiamo il nostro meritato panino scambiando 4 chiacchiere, facciamo le foto con i nostri fedeli amici e dopo un paio d’ore di relax ci prepariamo per la strada del ritorno.
Il tramonto cambia i colori e tutti i paesaggi visti precedentemente sembrano nuovi, la stanchezza inizia a farsi sentire ma passa quando gli sguardi si incrociano con quelli dei nostri cani che sono forse più stanchi di noi ma sono felici per aver trascorso tutto il giorno fianco a fianco.
Quasi verso la fine del sentiero Fabrizio mi lascia solo con Eto’o e Pepita che dal trotto passano al galoppo e d’un tratto il verde ai miei lati passa omogeneo, sento le ruote tassellate impegnarsi di più per tenermi ben saldo e il mio sorriso è inarrestabile, il cuore batte forte mentre velocemente arriviamo al rifugio Ariel da dove siamo partiti.
I malamute bevono e si godono le coccole che tutti noi innamorati gli facciamo. Visi felici, stanchi ma soddisfatti della bella giornata, gambe a pezzi per non parlare delle ginocchia doloranti di mia moglie, i miei polsi sono affaticati e la schiena avrebbe bisogno di una messa a punto.
Quanto vale però una giornata così? La felicità non ha prezzo e trascorrerei ogni week-end allo stesso modo insieme alla stessa gente e agli stessi Amici.
E’grazie a loro che sono arrivato al Rifugio della Galvarina, mi commuove l’idea che si sono impegnati per me, sono stanchi per me ma sono anche contenti perché in fondo nascono per questo, gli piace tirare e lo fanno da secoli in tutto il mondo. Li ringrazio coccolandoli, accarezzandoli mentre gli parlo come farei ad un bambino neonato, e mentre li guardo negli occhi quasi umani continuo a ringraziarli per quello che mi hanno regalato. Hanno reso accessibile l’inaccessibile abbattendo ogni barriera. Sono sicuro che in quegli sguardi mi hanno detto che per loro regalarmi quella libertà è stato un piacere.
Ringrazio Fabrizio, Elvira, Roberto, Sergio, il SE.R.A.M., il Corpo Forestale, il parco dell’Etna, il rifugio Ariel, Eto’o, Pepita e Grace ed in fine Luna e Roberta che rimane sempre vicino a me e mi asseconda in tutto quello che faccio.
Forse anche lei è un alaskan malamute.
di ANDREA MARCHESE



IL REPORTAGE FOTOGRAFICO


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VI ASPETTIAMO ALLA PROSSIMA TAPPA !!!!!!!!!


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