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Sezione Lavoro > Sleddog - Dogtrekking > Le Origini dello Sleddog

Le Origini dello Sleddog

Published by Andrea Lucchesi on 27/8/2008 (1632 reads)
Le Origini dello Sleddog - Conosciamo Joe Redington,Sr



Joe Redington Sr, arrivò a Knik in Alaska il 2 Giugno 1948 con in tasca la somma di 18 $, ma tanta speranza nel cuore.
Aveva lasciato la sua casa in Pensilvania verso i primi giorni di maggio, non utilizzò la strada principale ma la vecchia strada di Alcan passando cosi dall'estremo nord.
Per percorrere tale viaggio, qualcuno aveva dato a Redington una muta di cani da slitta, forse era un segno del destino poiché, da questo semplice evento, Redington poté dar vita ad una nuova professione in Alaska: un allevamento per migliorare le caratteristiche degli allora cani da traino, ed anche, in ultimo, occuparsi della gestione delle gare: cose che lo avrebbero reso famoso in tutta Alaska.

Redington si diresse per Knik al fine di verificare il terreno della fattoria che era intenzionato a comprare e, dopo averne visionato alcuni, scelse il terreno che gli sembrò più consono, procedendo così all’acquisto: 13 $ fu il prezzo per quella fattoria e in tasca gli rimasero solo 5 $ e i suoi cani da slitta.
Durante il suo secondo giorno, Joe uccise un orso nero per procurarsi della carne, poi conobbe tre persone: Heinie Snider, Fred Hurd e Jay Lavan, che gli fecero visita portandogli in omaggio 100 libre di patate e un sacco pieno di alimenti in scatola, questi doni di Snider, Fred e Jay erano un gesto di benvenuto nei suoi confronti. Redington non dimenticò mai la generosità e l'ospitalità di questi suoi nuovi amici!
Joe ristrutturò velocemente la sua baracca in una vera e propria fattoria, nel contempo acquistò altri cani da slitta iniziando così un vero e proprio lavoro di allevamento e selezione.

Al secondo anno della sua permanenza in Alaska, possedeva più di 40 cani; i suoi cani erano diversi da quelli locali, forse perché utilizzava in accoppiamento cani da slitta più alti di taglia rispetto a quelli indigeni; questo tipo di allevamento selezionava sostanzialmente cani più alti.
Nel 1955 il brutto atterraggio di un bombardiere causa la morte dell’intero equipaggio (11 persone) e Joe Redington Sr, con l'aiuto delle sue squadre trainate dai cani, compie 3 tentavi di salvataggio, purtroppo i primi due non riuscirono a causa del maltempo, ma al terzo tentativo, finalmente, dopo 42 giorni di lavoro rigoroso, recuperano il carico e i corpi dei militari che ormai erano coperti da 12 piedi di neve.

Durante il lavoro di salvataggio Joe utilizzò slitte trainate dai suoi grandi e maestosi cani, attaccando ad ogni slitta da 20 a 30 esemplari; i pesi da trasportare si aggiravano intorno alle 75-100 libbre. Successivamente, con l'intervento di elicotteri per il soccorso ed il recupero, il lavoro di salvataggio delle squadre di cani di Joe giunse a termine. Durante i salvataggi Joe si orientava seguendo “la linea della rugiada antartica”.
Qualche hanno più tardi Redington si sposò vicino il lago piano di Horn, lungo la vecchia traccia dell'Iditarod e lì costruì un'altra fattoria.
Per i primi due anni visse con sua moglie in una tenda fino alla fine della costruzione della fattoria. A lavori ultimati ricevette l'autorizzazione per fornire un servizio di trasporto merci utilizzando ovviamente i suoi grandi cani, aprendo così nuove rotte di commercio tra le varie cittadine.
A quei tempi Joe possedeva circa 270 cani!!!
In seguito gli proposero un incarico che lui accettò volentieri: consisteva nell'organizzazione e gestione delle gare con le slitte. Chi più di lui poteva conoscere i percorsi migliori?
Fece così ritorno a Knik, luogo più consono per la gestione, e promuovere le gare da slitta divenne per lui un nuovo lavoro a tempo pieno.
Joe Redington Sr, partecipò ed organizzò la gara dell’Iditarod fino al suo 25° anniversario.
Joe Redington Sr, morì nel Giugno del 1999 di cancro. Le sue spoglie sono sepolte a Wasilla nel suo favorito Dogsled... questo era ciò che desiderava Joe.

di Mirko Rizzi

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