Login Soci

Nome utente:

Password:


Hai perso la password?

Registrati ora!

Foto a caso

Passo Radici 2008

IL SERAM

IL MALAMUTE

SEZIONE LAVORO

SEZIONE SALUTE

SEZ. EXPO' & T.V.C.

SERAM su Facebook

Contatore

Accessi dal 15 Ottobre 2008

Utenti online

14 utente(i) online
(2 utente(i) in Le nostre Sezioni)

Iscritti: 0
Ospiti: 14

altro...
Sezione Salute > Malattie genetiche > Riflessioni post-seminario malattie genetiche

Riflessioni post-seminario malattie genetiche

Published by Andrea Lucchesi on 30/3/2005 (2601 reads)
MALATTIE GENETICHE: RIFLESSIONI POST SEMINARIO

Cari soci,

il seminario tenuto dal Prof. Renieri a Reggio Emilia sulle malattie genetiche crediamo debba aprire un dibattito sull’interpretazione delle strategie atte ad evitare problemi di salute ai nostri cani dovuti a malattie multifattoriali o poligeniche che dir si voglia.
Per chi non era presente diamo un breve riassunto dei punti salienti su cui poter riflettere e fare considerazioni di merito.
Il Prof. Renieri che è un esperto genetista e responsabile di diversi progetti di tutela per animali da reddito, ha infatti dedicato gran parte del seminario a spiegarci la relazione tra malattie multifattoriali e la parentela tra i riproduttori.
Se infatti le malattie single recessive sono relativamente facili da controllare al primo manifestarsi, come voi sapete le poligeniche sono imputabili ad un pool di geni e fattori ambientali. Questo significa che non necessariamente gli animali manifesteranno la malattia, ma altrettanto sicuramente possono essere portatori del medesimo pool genetico “difettoso”. La difficoltà di controllo di malattie quali la displasia, l’epilessia etc. è dovuta proprio a questo….non basta eliminare gli animali malati dalla riproduzione, perché anche tutti i parenti di 1° grado portano il medesimo pool e seppur con un grado di incidenza minore anche i parenti di 2° grado. In razze ad andamento demografico con numeri piccoli ciò complica di parecchio le strategie, e diventa veramente importante la collaborazione tra gli allevatori al fine di garantire e salvaguardare la diversità genetica tale da mantenere nel giusto livello la consanguineità, che potrebbe diventare deleteria in rapporto a pool genetici difettosi . A tal fine riportiamo letteralmente le seguenti frasi del professore corredate da grafici che furono proiettati in sala:

“Qui il problema è molto diverso…..qui il problema è completamente diverso….qui non possiamo più parlare di eredità come trasmissione di singolo gene con modelli che conosciamo da genitori a figli. Qui siamo in presenza di un concetto più allargato di eredità che è quella che viene chiamata famigliarità…per la displasia dell'anca , per l'epilessia, per il criptorchidismo e per altre forme esiste una famigliarità …cioè se io dimostro che la popolazione degli individui parenti dei malati , cioè i suoi famigliari in qualche maniera , fanno più frequentemente la malattia rispetto agli individui della popolazione generale, allora ho dimostrato che esiste una componente genetica… ma prima di farlo, prima di parlare di una componente genetica devo appunto dimostrare questo tipo di relazioni…E allora avviene una conseguenza grave per le malattie multifattoriali (vedi schemi sotto) che poi è il ragionamento che sempre mette in difficoltà quando ragioniamo con gli allevatori della displasia dell'anca. Queste sono 3 distribuzioni in cui vedete in bianco…parzialmente in bianco e poi vedete si sovrappone all'altra…la distribuzione della popolazione generale…

A: distribuzione generale della razza e relativa area di incidenza della malattia

Open in new window


B: confronto tra le aree di incidenza di una malattia nella popolazione generale e tra i famigliari di 1° grado

Open in new window


C: confronto tra le aree di incidenza di una malattia nella popolazione generale e tra i famigliari di 2° grado

Open in new window


"Allora, per esempio….questa è la displasia dell'anca nella popolazione generale…vedete che la soglia di comparsa della malattia nella popolazione generale è questa , e questa piccola parte qui l'area di incidenza…..questa che vedete all'inizio è la distribuzione degli individui detti consanguinei di primo grado, per esempio genitori o i fratelli e sorelle pieni…e guardate quanto è ampia l'area di incidenza…quanto è maggiore rispetto all'area di incidenza nella popolazione generale . Questo vuol dire che la displasia dell'anca se voi l'analizzate nei parenti di primo grado ha una frequenza molto superiore a quella della popolazione generale.

Il Prof. Renieri ci ha poi messo in guardia da un interpretazione sbagliata dei gradi raggiunti agli esami RX per la displasia. Infatti A (A1 e A2 corrispondenti ad Excellent e Good dell’OFA) rappresenta un anca perfetta, ma B potrebbe essere ambiguo, soprattutto se si pensa che noi (tranne alcuni rari casi) non sottoponiamo più i nostri animali ad uno stress funzionale come in origine . Sollecitazioni dovute al lavoro massacrante ed alle condizioni di vita generali. Un anca B ai giorni nostri cosa sarebbe stata nell’artico ? Se il B è dovuto ad una certa lassità legamentosa dovuta a scarso tono muscolare magari poteva essere meglio, ma poteva invece essere un C dato che le sollecitazioni generano e scatenano le artrosi in articolazioni non perfette. Ed ecco perché sarebbe importante sottoporre i nostri cani anche a prove attitudinali di lavoro anche solo a livello facoltativo; l’allenamento necessario per tali prove darebbe sicuramente qualche indicazione di selezione molto utile agli allevatori. A tal fine riteniamo utile , oltre che divertente , l’idea di istituire un campionato di lavoro , indipendente dal campionato espositivo, al fine di poter osservare i nostri cani anche mentre lavorano e non solo nei ring delle expo. Va da se che quei soggetti che conseguissero sia il campionato di bellezza che vari titoli di lavoro aumenterebbero il loro prestigio.
Il grado B apre poi da sempre una riflessione sulla soggettività o meglio ancora severità che il risultato potrebbe avere in rapporto al lettore ufficiale.

Invece per quanto riguarda il grado C non ci sono dubbi : è da intendersi malattia a tutti gli effetti. Se pertanto C è malattia, seppur lieve, significa che l’animale con grado C porta senz’altro un pool di geni responsabili dell’articolazione che è difettoso ed è altrettanto sicuro che adoperare in riproduzione animali C significa selezionare assieme al resto anche i “caratteri displasici”. Il Prof. Renieri ci ha spiegato bene che non ha nessuna importanza il grado di malattia. Riportiamo ancora le sue parole:

“ L'individuo sano non necessariamente non darà origine ad uno malato, ma certamente… e la cosa è fondamentale… l'individuo malato è portatore di una combinazione genetica per la malattia…lo dicevo al corso a Pisa…è quindi inutile ragionare sui gradi di displasia…se considerarli ….se farli riprodurre o meno..i gradi B etc…è un ragionamento assolutamente privo di qualsiasi ..diciamo senso genetico …se l'individuo è displasico vuol dire che geneticamente lo è , perché ha la combinazione per avere la malattia e che quindi questa quasi certamente trasmetterà…è chiaro il ragionamento ?

Dalle parole del Prof. Renieri risulta evidente che è errato usare un animale perché “solo lievemente displasico” perché è comunque portatore della malattia multigenica e darà sicuramente una discendenza con forse alcuni soggetti sani (comunque portatori) ma soprattutto darà animali anche lievemente malati o persino gravemente malati. Se quindi il Professore ci ha esortato a considerare bene gli animali con grado B in quanto grado non ben definito in assenza di fattori ambientali severi, ci ha caldamente consigliato di eliminare da qualsiasi programma animali con grado C per evitare di selezionare sicuramente caratteri portatori della malattia.
Alla luce di quanto emerso al seminario, ma che comunque era già risaputo, ci chiediamo se non sia giunto il momento di riconsiderare il grado minimo necessario per la proclamazione dei campioni sociali. Un campione sociale di grado C è sicuramente un campione malato anche in assenza di sintomatologia classica e visibile e pertanto come può essere incentivata la sua attività riproduttiva permettendone comunque la qualifica di campione ??
La nostra non è una razza con problemi di estinzione ne tanto meno una razza appena creata con animali di cui non si sapevano i pregressi. Non dobbiamo accettare un’incidenza seppur minima come se fosse inevitabile, perché così facendo tra qualche decennio “tutti gli animali avranno nel loro pool genetico qualcosa che non va….(sperando che non sia già così)……che magari si manifesterà anche “solo” nel 15/20% dei casi, ma che non ci permetterà più di avere progressi nella lotta alla malattia (un po’ come è successo per altre razze). Vale la pena quindi secondo noi discutere per la creazione di un codice con regole più restrittive.
Alcuni esempi: sarebbe meglio non accoppiare mai due soggetti di grado B perché qualora tutti i 2 B sottoposti a stress da lavoro fossero potenziali C allora noi selezioneremmo la malattia. Bandire da tutti i programmi i soggetti con grado C e vietandone la proclamazione a campioni, in quanto portatori sicuri della malattia. Studiare una forma di incentivazione per gli accoppiamenti A x A ed A x B magari con una classificazione di cucciolata di Elite rilasciata dal CIRN dietro presentazione degli esami (a differenza delle cucciolate di privati od allevatori meno attenti che non avessero sottoposto i propri cani a controlli ufficiali).
Questo potrebbe a nostro avviso aiutare gli allevatori seri ad esibire una garanzia in più nonché ad essere gratificati per il proprio impegno nei confronti della razza.

Seram sezione salute

NOTA A MARGINE:
in data 09-10-2005 si è tenuto il consiglio direttivo a Bastia Umbra del Seram ed all’unanimità si è deciso di eliminare il grado C tra quelli possibili per la proclamazione dei campioni sociali per gli Alaskan Malamute, in attesa che il consiglio CIRN ratifichi questa proposta e qualora lo ritenga opportuno anche per le altre razze tutelate.
Sempre al consiglio di Bastia Umbra e sempre all’unanimità è stato decisa la creazione di un campionato di lavoro, per il quale verrà data comunicazione esauriente in altri articoli .
  Send article

Navigate through the articles
Previous article Coat Funk