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Eventi : Un weekend fantastico
Inviato da Andrea Lucchesi il 9/10/2008 23:10:00 (1366 letture)

DOG TREKKING IN ALTA QUOTA DELLA VALSASSINA 4/5 OTTOBRE 2008
Margno – 4 e 5 ottobre 2008


Ci giunge questa magnifica dimostrazione di cosa possono fare l'amicizia tra le persone ed il loro amore per questi splendidi cani.

E' con grande piacere che pubblichiamo questo resoconto che speriamo sia un nuovo esempio ed assieme un invito a quanti vogliano partecipare a queste attività, sicuramente ripetute in futuro , ed alle quali daremo voce .

Un particolare plauso e ringraziamento a Gabriella e Fabio e a tutta la comunità di Margno (LC) che hanno voluto e reso possibile e più che mai piacevole questa grande avventura......

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"Parlano, le montagne...mentre gli uomini, piccoli, ascoltano e osservano incantati.
Il vento corre sui crinali e nelle valli, freddo, imponente.
Gli occhi si chiudono, cercando riparo, mentre la voce del vento si fa sempre più insistente.
Quasi grida la sua forza.
I cani, inebriati dal canto della Natura, non nascondono la gioia e l'euforia per il primo assaggio di inverno...è solo un assaggio, è vero, e loro non si accontentano, non si fermano: lo fiutano, lo cercano...e corrono.
Corrono per cercare di raggiungerlo.
Hanno sentito la voce del Nord e non vogliono perdere la traccia.
Questo ha offerto Margno per l'occasione: una spolverata di neve, un panorama sublime, un vento freddo e il tepore del Sole...ma soprattutto, grazie a Gabriella e Fabio, il calore di una vera amicizia...mentre le montagne ci parlavano, in silenzio..."
(Michele Ternelli)


Sabato mattina, ore 8.30 arriviamo nel piazzale della funivia a Margno, cosa vediamo?
Un malamute, Anut, ci guarda, ci riconosce e parte l’ululato. Gli altri cani, ancora nelle macchine, rispondono….. loro sanno.
Dopo una succulenta colazione offerta da Gabriella e Fabio al bar funivia siamo pronti per partire. Angelo, del rifugio Santa Rita (2000 mt) dove pernotteremo, carica la sua jeep con gli zaini più pesanti, la stake out, la dolcissima Aska, l’ugola d’oro Tobia e la pigra Sara. Si avviano verso il sentiero carrabile.

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Con le macchine si raggiunge l'Alpe Paglio, punto di partenza di questa escursione.
Imbragati i cani e zaini sulle spalle si parte lungo il sentiero che costeggia le piste da sci.
L'aria è fresca, il profumo del bosco entra dolcemente nelle narici e risveglia in tutti il piacere di trovarsi circondati da faggi, larici e numerose essenze alpine.
I cani, dopo il viaggio e la notte trascorsa a riposare, liberano la loro energia, che manifestano con guaiti di entusiasmo e facilitano, con la loro forza, la salita a chi era dotato di due sole zampe.
In poco tempo si raggiunge Pian delle Betulle e il panorama si fa sempre più incantato.
Si continua a salire...d'altro canto, dai 1300m.s.l.m. della partenza bisogna raggiungere i 2000m del rifugio S.Rita
Non è facile sostenere il passo che i cani vorrebbero (e potrebbero) tenere, soprattutto per chi non ha la possibilità di allenarsi con regolarità: le salite dolci si alternano a strappi piuttosto ripidi.
Non abbiamo fretta e non ci facciamo problemi a sostare un pò: ogni pausa è buona per riprendere il fiato...e perderlo subito dopo per la meraviglia dei paesaggi!
Si cammina fino all'ora di pranzo, quando gli indispensabili e perfetti sacchetti-picnic preparati e distribuiti da Gabriella e Fabio vengono svuotati rapidamente da tutti quanti...qualche cane riesce pure a fare suo un panino!
Si riprende il cammino rifocillati e questa volta, a tenerci compagnia, arriva il vento.
Un vento freddo, insistente, che ben si coniuga con la neve che troviamo ai nostri piedi: è il primo assaggio di inverno!

L’altro gruppo “meno atletico” nel frattempo prosegue la salita a bordo della campagnola, Angelo riesce a guidare sul sentiero anche con il faccione di Tobia sotto l’ascella, mentre Sara, accanto, guarda sconsolata lo strapiombo che stanno costeggiando e per distrarsi, controlla la situazione nel baule dove c’è Aska, impavida (lei non vede fuori dal finestrino!).

Finalmente si arriva al Rifugio, i due gruppi si sono congiunti ed inizia una sorta di festa, si scarica rapidamente la jeep, si sistemano gli ultimi cani, alcuni di essi vanno a fare un riposino nelle stanze, altri restano fuori a godersi l’aria frizzante, tanto desiderata in questi ultimi mesi di calura estiva.

Siamo tutti insieme a scaldarci intorno alla stufa a legna del rifugio e, come d’incanto, compaiono le carte. Tra una chiacchiera e l’alta, una partita a scala ed una a machiavelli, affamati, finalmente arriviamo a tavola dove ci siamo deliziati assaggiando i piatti tipici della regione : polenta taragna, pizzoccheri, formaggi, funghi ….. annaffiati con del buon vino toscano portato per l’occasione dell’amico Marco.
Dopo cena, ancora qualche parola, l’ultimo giro dei cani e poi, stanchi ma soddisfatti tutti a letto, con la promessa, all’indomani, di prendercela con calma, di ritrovarsi verso le 9.
Prima delle 7 del mattino eravamo tutti in giro, adrenalinici, a far giocare i cani guardando affascinati gli stambecchi pascolare poco sopra la nostra testa.
I nostri amici a quattro zampe non stavano più nella pelle, dovevano andare, dovevano giocare dovevano comunicare. Erano felici, scalpitanti pieni di energia. Noi raccogliamo il loro invito, ricarichiamo rapidamente la jeep e partiamo in direzione delle cave di ferro e al rifugio Casera Vecchia di Varrone dove, in attesa di andare a tavola, osserviamo le marmotte pronte per il letargo che lanciano i loro ultimi fischi della stagione.
Un rapido ma abbondante pranzo, succulento come da premesse grazie alla cucina di Lella e poi si parte verso la discesa, verso Margno dove purtroppo si concluderà questa breve ma intensa avventura.
La discesa è dura, i cani tirano ed è difficile gestire la loro forza, il “desire to run” che li contraddistingue.
All’arrivo, stremati, controlliamo che tutto sia in ordine, che nessuno dei cani si sia ferito alle zampe sul sentiero roccioso, e purtroppo è giunta l’ora di separarsi ….. ma temporaneamente ….. l’amicizia, la complicità e la voglia di stare insieme sono troppo forti per poter permettere il distacco prolungato.

Sara Digiuni & Michele Ternelli



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